PROIEZIONE SPECIALE “MY AFGHANISTAN” – VENERDI’ 7 GIUGNO ALLE MURATE

NEWS: SERATA SPECIALE VENERDI’ 10 MAGGIO – CINEMA STENSEN
8 Maggio 2013
News | SUMMER SCREENINGS MIDDLE EAST NOW IN FLORENCE
16 Luglio 2013


Dalle ore 21 nel cortile interno del RFK Robert F. Kennedy Center alle Murate, via Ghibellina 12/A Firenze.
In occasione dei 30 anni COSPE, una serata speciale dedicata al Medio Oriente in collaborazione con Film Middle East Now festival: film e documentari su Afghanistan, Palestina ed Egitto.

In programma a partire dalle 21.00:

_ in apertura LONTANO DA TAHRIR
Regia di Ernesto Pagano e Lorenzo Cioffi (Egitto, 2011, 25 min.) – Produzione COSPE
A due ore di macchina dal Cairo, tra i villaggi di El Desamy e El Saff, c’è il distretto di mattonaie più grande del Medio Oriente. Gli operai sono reclutati secondo il metodo del caporalato e le donne condannate all’analfabetismo e ai matrimoni precoci. Ma dal 25 gennaio 2011, l’eco di Tahrir si è fatta sentire anche da queste parti.

A seguire, dall’ultima edizione di Film Middle East Now – anteprima italiana
_ MY AFGHANISTAN. LIFE IN THE FORBIDDEN ZONE
Regia di Nagieb Khaja (Danimarca, Afghanistan, 2012, 87 min.) vo. dari, pashto, sottotitoli: italiano, inglese.

Il giornalista e film maker danese Nagieb Kaja, di origini afgane, torna a Kabul con una borsa piena di cellulari dotati di videocamera, la sua sfida e’ quella di documentare il vero Afghanistan. E chi può farlo meglio degli afgani stessi? Con grande difficoltà riesce a far avere a trenta afgani altrettanti cellulari, per fargli raccontare la loro vita quotidiana al di fuori delle aree protette e nei villaggi più remoti. Un “Grande Fratello” Afghan style, che porta lo spettatore dietro la facciata di una guerra mai finita e di una pace dichiarata soltanto nei titoli dei giornali.

in chiusura:
_ FREE RUNNING GAZA
Regia di George Azar e Mariam Shahin (Palestina, 2012, 25 min.)
Nel campo per i rifugiati Khan Younis a Gaza, Mohammed e Abdullah hanno trovato un modo per evadere dalla loro quotidianità segnata dalla guerra attraverso il Parkour, una disciplina appresa dai video su YouTube e che rappresenta la metafora delle loro vite.

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