Domenica 12 ottobre
Cinema La Compagnia – Via Cavour, 50r
Ore 10:30 – 12:30

BOUSTANY: viaggio nel giardino della memoria e del gusto di Sami Tamimi
(v. eventi speciali per descrizione)
Workshop culinario
Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu (Via Giuseppe Giusti 7)
Prenotazione obbligatoria (posti limitati):
info@middleastnow.it – T. 348.3821858 — 338.9868969
Ore 11.00 – IL TALK FINALE – ingresso libero
Gaza immaginata, Gaza immaginaria, la Gaza che immaginiamo
Una tavola rotonda che parte dalla drammatica realtà della Striscia di Gaza, dove da due anni è in corso un genocidio, esplorando possibili visioni di un territorio un tempo vitale, ora ridotto a terra di nessuno. Un’occasione per riflettere su memoria, futuro e prospettive, con giornalisti, storici e urbanisti che vivono, studiano e lavorano in quei luoghi. Con Maria Chiara Rioli, storica; Chicco Elia, giornalista; Alessandra Annoni, giurista; Rawad Choubassi, urbanista; Loay Elbasyouni astrofisico e astronomo (in collegamento), Anna Di Giusto (autrice di “La Nona Candela” – Carmignani Editrice), Guy (attivista pacifista israeliano). Modera Laura Silvia Battaglia
Ore 15:00

Les Miennes di Samira El Mouzghibati
(Marocco, Belgio, Francia, 80’) v.o. arabo – sottotitoli: inglese, italiano
E’ la storia personale della regista Samira, la più giovane di cinque sorelle, consapevole dell’eredità oscura che queste portano con sé, legata a un tragico incidente tenuto nascosto. Decide di riunire la famiglia per un incontro eccezionale, con una macchina da presa alla mano e con la speranza di aiutarsi a vicenda senza dover passare attraverso uno psicologo o un Imam. La madre però rimane in silenzio, incapace di aprirsi. È solo quando Samira arriva nel suo villaggio natale che la madre rivela i suoi segreti più nascosti, i suoi rimpianti e la forza che ha dovuto trovare per andare avanti. È in quel momento che emerge il profondo legame che le unisce, segnato da un amore contrastato e da un rifiuto che ha segnato il loro cammino. Anteprima alla presenza della regista
Ore 17:00
IL RUOLO DELLA TURCHIA IN UN MEDIO ORIENTE A PEZZI
con introduzione dei film in programma

Happiness di Fırat Yücel
(Paesi Bassi, Turchia, 2025, 18’) v.o inglese, olandese, turco, arabo, serbo – sottotitoli: inglese, italiano
I disturbi del sonno sono onnipresenti al giorno d’oggi. Questo diario digitale racconta le notti insonni di un gruppo di attivisti e immigrati ad Amsterdam, assorbiti dai genocidi e dalle atrocità trasmessi in tempo reale. Sono alla ricerca di soluzioni per ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo. Ma poi un’ansia particolare prende il sopravvento: cosa succederà nel mondo mentre sono offline?
Anteprima italiana alla presenza del regista
a seguire
Seen Unseen: An Anthology of (Auto)Censorship di Fırat Yücel, Erhan Örs, Sibil Çekmen, Serra Akcan, Nadir Sönmez, Hakan Bozyurt, Can Memiş e Belit Sağ
(Paesi Bassi, Turchia, 2024, 66’) v.o. turco, curdo, inglese – sottotitoli: inglese, italiano
In un momento in cui la censura in Turchia sta diventando sempre più severa, artisti e registi si ritrovano sempre più spesso a dover tacere. Questa raccolta di film del collettivo di registi Altyazı Fasikül: Free Cinema, esteticamente eclettica e politicamente audace, sottolinea la necessità di essere critici in tempi di censura e repressione. Riflessioni sulle proteste di Gezi Park, celebrazioni di luoghi dedicati a incontri occasionali, critiche al sistema penitenziario e l’esumazione delle tracce del genocidio armeno: una miriade di storie sull’attuale panorama politico della Turchia potrebbero e dovrebbero essere raccontate da registi impegnati in modo critico.
Anteprima italiana alla presenza dei registi
Ore 18:30

50 Meters di Yomna Khattab
(Egitto, Danimarca, Arabia Saudati, 2025, 72’) v.o. arabo – sottotitoli: inglese, italiano
Siamo al Cairo, in una piscina di cinquanta metri di una squadra di acquagym composta da uomini ultrasettantenni. Yomna, regista esordiente, lotta per realizzare il suo primo film. Decide di puntare la telecamera sul padre distante, e usare gli elementi del film per avvicinarlo. Attraverso la scrittura di scene di finzione e la stesura di voci fuori campo, riesce a rompere il guscio del padre e a condividere con lui i suoi interrogativi esistenziali. Mostrando finalmente la sua vulnerabilità, Yomna riesce a riconciliarsi con il padre e con se stessa, andando avanti nelle sue scelte di vita. Documentario intenso e coinvolgente, vincitore del NEXT:WAVE Award al festival CPH:DOX di Copenhagen.
Anteprima Italiana alla presenza della regista
Ore 20.00

THE HORSE OF JENIN di Alaa Shehada
Per la prima volta in Italia arriva a Middle East Now la performance teatrale solista scritta e interpretata dall’attore e comico palestinese Alaa Shehada, che ha spopolato al festival di Edimburgo e sta raccogliendo consensi in tutta Europa. THE HORSE OF JENIN racconta una storia universale, quella di un bambino che cresce a Jenin e che come ogni bambino al mondo desidera soprattutto giocare e divertirsi. Il cavallo è un simbolo arabo di libertà e ricorre spesso nella vita di Alaa. Nella sua città natale, in Palestina, c’è una statua di un cavallo alta 5 metri, realizzata con i detriti di ambulanze, auto e case bombardate che vuole rappresentare la resistenza e la resilienza. È l’orgoglio di Jenin. Quando un bulldozer israeliano la ruba, Alaa si chiede: che fine ha fatto il cavallo? È stato arrestato? È stato interrogato? E ha raccontato i segreti di Alaa? Una straordinaria storia sulla resilienza che l’immaginazione porta con sé.
Biglietto di ingresso: 10 euro
(include spettacolo The Horse of Jenin + ingresso alla Closing night del festival ore 21).
Ore 21:00
Cerimonia di chiusura / Closing Ceremony
Premiazioni:
“Middle East Now Audience Award” al miglior film votato dal pubblico
“Premio Cinema Iran – Afghanistan 2025” al miglior lungometraggio / documentario da Iran e Afghanistan
“Middle East Now Staff Award 2025” al miglior corto o mediometraggio
“Best OFF” al miglior cortometraggio d’autore assegnato da OFF Cinema
CLOSING FILM

Kabul Between Prayers di Aboozar Amini
(Paesi Bassi, Belgio, 2025, 102’) v.o. pashtu, farsi, dari – sottotitoli: inglese, italiano
Non un film sui talebani ma “con un talebano”, un viaggio personale tra desiderio di vita e di morte che coinvolge adulti e bambini. Al centro della storia Samim, talebano fedele all’ideologia fondamentalista, ma che si confronta ogni giorno con le contraddizioni del suo quotidiano da marito e agricoltore e l’aspirazione al martirio, per la quale è stato preparato e istruito. Una dinamica che coinvolge anche il fratello quattordicenne Rafi, che mitizza Samim ed è già instradato verso il percorso di radicalizzazione. A distanza di quattro anni dal ritiro americano su cui vennero versati fiumi d’inchiostro, l’Afghanistan è virtualmente scomparso dai nostri notiziari. “Il mio film non è un invito alle superpotenze a intervenire, ma un tentativo di comprendere l’umanità che può ancora esistere dietro la radicalità delle scelte”, dice il talentuoso regista afgano Aboozar Amini acclamato al festival di Venezia.
Alla presenza del regista
